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Una manifestazione storica contro lo sfruttamento e il caporalato

A Latina tremila braccianti indiani alzano la testa per diritti e legalità

Dopo anni e anni di bieco sfruttamento, che a volte è arrivato alla vera e propria riduzione in schiavitù, i braccianti indiani della comunità Sikh dell'Agro-romano iniziano un percorso per fermare il caporalato e l'illegalità che nei campi si consuma. Le denunce e i dossier di In Migrazione che hanno messo sotto i riflettori le condizione disumane di questo esercito di nuovi schiavi alle porte della Capitale e i progetti concreti sul terriotrio per sostenere la comunità nell'uscire da un isolamento sociale e culturale assoluto stanno porando ad una svolta epocale in questi territori. I braccianti indiani hanno trovato tutti insieme la forza di chiedere ai datori di lavoro i salari arretrati mai corrisposti e un salario più dignitoso dei due-tre Euro l'ora che percepivano per lavorare curvi sui campi tutti i giorni, sette giorni su sette. Lunedì a Latina sfileranno in oltre tremila per i loro diritti, per convincere le aziende a cambiare strada come già qualcuno ha fatto migliorando le condizioni dei propri braccianti. Una buona notizia anche per quella parte sana dell'agricoltura pontina su cui pesa la concorrenza sleale delle troppe aziende che mettono in atto uno sfruttamento bieco e assoluto.

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